[Vai al contenuto] | [Home page] |

La storia dell'Istituto

Il Liceo Classico "Giovanni XXIII"di Marsala ha sede nei locali dell’ex convento S.Stefano, costruito nei primi del XVII secolo dal marsalese Stefano Frisella.

Probabilmente amareggiato per non aver avuto figli maschi a cui lasciare le ricchezze accumulate e l'onore di continuare la stirpe, il Frisella volle costruire un monastero per assicurare alla figlia Francesca un futuro sereno e prestigioso e per lasciare un perenne ricordo di sé. Individuò quindi nel palazzo dei Ferro, per la posizione centrale che aveva nella città e per le tradizioni che ad esso erano legate, il luogo ideale dove fondare il monastero.

Rocco Pirri racconta, infatti, che lì avrebbe abitato per qualche tempo Ponzio Pilato in viaggio verso Gerusalemme; poi, cacciati i saraceni, l’edificio sarebbe diventato palazzo regio, quindi sarebbe stato donato alla famiglia di Berardo Ferro.

Frisella, nel 1601, scrisse al viceré che gli concedesse licenza di comprare quel palazzo e alcune casette adiacenti, al fine di costruirvi un monastero che desse decoro alla città. Il viceré Duca di Maqueda concesse quanto gli veniva richiesto nella supplica, ma l’opposizione alla vendita di un erede dei Ferro ritardò l’inizio dei lavori.

Nel 1603, dopo aver raggiunto un accordo con il Ferro, Frisella iniziò la costruzione dell’edificio che fu portata a compimento nel giro di quattro anni. Il 4 ottobre 1607 Stefano Frisella donò alla futura badessa, e in sua assenza al vescovo di Mazara, l’edificio già ultimato e chiese quindi licenza alla Curia romana di potere fondare un monastero dell’ordine delle Agostiniane della regola di sant’Andrea di Napoli, sotto titolo di Invenzione di Santo Stefano Protomartire. Il papa Paolo V, constatato che esistevano i requisiti necessari, accolse la richiesta e nel 1609 autorizzò la fondazione del monastero.

Il 4 gennaio 1610 Stefano Frisella, dopo aver confermato il suo precedente atto di donazione, consegnò alla futura badessa, ed in sua assenza al vicario generale della città di Marsala, il monastero con tutte le suppellettili necessarie alla vita delle monache. E finalmente il 7 gennaio 1610 suor Marcella Sclafani, badessa designata, si insediò nella carica e prese possesso del monastero, che sembra abbia iniziato a funzionare soltanto dall’anno successivo, come attesta una lapide posta sull’acquasantiera a destra dell’ingresso della chiesa.

L’antico edificio del monastero si conserva pressoché inalterato: il chiostro quadrato presenta un ampio ballatoio sorretto da poderose colonne monolitiche nel quale si aprono le celle delle suore trasformate in aule scolastiche. All’angolo tra via E. Lombardi e via S. Frisella si leva un’alta torre che serviva alle suore per godere l’aria senza essere viste. La chiesa annessa al monastero e dedicata a S. Stefano, costruita contemporaneamente al monastero, fu completata soltanto verso la fine del XVII secolo con buoni stucchi, di cui fu autore un tal Vincenzo Giglio, il quale allestì il progetto ed eseguì l’opera. La chiesa ha un prospetto a capanna molto semplice con un portale architravato di pietra dura, di gusto rinascimentale. Sopra si apre una nicchia e in alto in asse col portale una finestra architravata; una seconda finestra murata fuori asse è stata evidenziata da un recente restauro. In alto la facciata è coronata da un cornicione aggettante sostenuto da mensole, al di sopra del quale si aprono tre piccole finestre chiuse da grate di ferro a petto d’oca. Sulla facciata laterale di via Sarzana si apre un portale architravato di gusto manieristico. L’interno presenta uno schema planimetrico ad unica navata con cappellette laterali poco profonde nelle quali sono collocati due altari: in quello di destra si conservava una tela raffigurante S. Agostino e santi agostiniani, che è stata strappata e in parte asportata(1985); a sinistra una tela ottocentesca. Tutta la superficie interna della chiesa è ricoperta da una decorazione plastica di gusto barocco, opera del ricordato Vincenzo Giglio. Le pareti della navata presentano insieme con putti reggifestoni e reggitendaggi dei busti di sante agostiniane; nel coretto di forma convessa due angeli del giudizio e ancora puttini che reggono festoni di fiori. Sui pilastri esterni del presbiterio si trovano due figure muliebri simboliche; nella lunetta sopra l’altare maggiore le figure della Carità e della Pace. Nell’altare maggiore un rilievo a stucco rappresenta La gloria di S. Stefano. Il Santo è rappresentato in estasi sulle nubi tra cherubini e raggi dorati.

Per quasi tre secoli il monastero svolse egregiamente la sua funzione, poi nel 1894 passò al comune che lo destinò a sede di istituzioni scolastiche. Inizialmente ospitò delle scuole tecniche e poi il ginnasio. Un primo tentativo di Liceo comunale risale all’anno 1897 ad opera del prof. Di Dia. In tempi più recenti, nel 1922 il Prof. Gaetano Basile riprendeva l’iniziativa, destinata anch’essa al fallimento dopo un triennio di vita; né migliore fortuna ebbe l’ultimo tentativo effettuato negli anni dal 1935 al 1938. Nel 1943, dopo oltre ottanta anni di tentativi andati a vuoto, alla riapertura delle scuole dopo i tragici eventi bellici, venne istituita a Marsala una sezione staccata del Liceo classico “ L.Ximenes” di Trapani che fu collocato nel primo piano dell’antico monastero. La popolazione scolastica in continuo aumento, da 98 alunni del primo anno ai 123 dell’anno scolastico 1944-’45, aumento che dimostra chiaramente il notevole favore dell’intera cittadinanza, ne assicura la continuità negli anni successivi.

Il 29 dicembre 1947 il Ministero della P.I. firma il decreto di statizzazione del Liceo. Nell’anno scolastico 1957/’58 il Ministero della P.I. propone, in via sperimentale, l’istituzione della sezione dello scientifico in seno ai licei classici; pertanto da quell’anno il Liceo Classico di Marsala ospita una prima classe della nuova sezione, che si completa nelle cinque classi dell’anno scolastico 1961-’62. Il Liceo scientifico si staccherà dal Liceo Classico in data 1.10.1972. L’8 gennaio 1965 il Liceo classico viene intitolato al nome del papa "Giovanni XXIII". Nell’anno 1989 l’Istituto viene restaurato nelle strutture interne ed esterne.

Dal 10 settembre 1997, a seguito del processo di razionalizzazione realizzato in tutte le scuole d’Italia, il Liceo Scientifico "P. Ruggieri" viene aggregato al Liceo Classico.I due istituti si scindono e tornano ad operare autonomamente dall’anno scolastico 1999-2000.

Gli eventi più significativi della storia dell’istituto sono: la solenne intitolazione del Liceo a Papa Giovanni XXIII, in occasione della quale il grande critico Carlo Bo è stato ospite e conferenziere; le celebrazioni del cinquantenario nel maggio 1994, nel corso delle quali il prof. Mariano Lamartina, uno dei padri del Liceo Classico, ne ha commemorato la nascita nel quadro della rinascita cittadina del dopoguerra. In questa data il Liceo ha prodotto una videocassetta che illustra le tappe salienti della storia dell’Istituto evidenziando la sua crescente presenza nel tessuto socio-culturale della città.

[Torna all'inizio del contenuto] [Torna al menu di navigazione] [Home page]